Pubblicato da: la Legionaria | 1 gennaio 2010

Anno nuovo…

… dedicato a qualcuno che qui troverà qualche frammento della mia vita… con la promessa di tornare a scrivere.

(Promessa a lui o a me?)

😉

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Pubblicato da: la Legionaria | 16 febbraio 2009

Domani è un altro giorno (II)

Broken heart

Se ne stava lì. Sul letto. Col Macbook aperto ed un file intonso intitolato “Piano di Fuga”.

Se ne stava lì in maglietta e aveva pure freddo, la furba, ma di risolversi ad agguantare una felpa non se ne parlava proprio. Non si muoveva, “fuori”. Era lì come imbalsamata mentre dentro ribolliva. A guardarla distrattamente si sarebbe potuto pensare che fosse sul punto di tracimare chissà quali segreti.

Si, ciao.

Fossero stati, appunto,  “chissà quali segreti”, beh, la situazione avrebbe avuto indubbiamente un suo appeal. Fossero state Idee Memorabili, quelle in ebollizione interna, fossero stati Incipit Profondi di Futuri Libri e/o Racconti e/o Arguti Saggi del genere “Come Riprendersi Da una Relazione Andata A Puttane E Vivere Felici”, nessuno avrebbe avuto niente da ridire. Anzi. Bello il contrasto inattività esterna/ribollimento interiore.

Invece la Furba se ne stava lì come un’ebete a gelare consumando le pile del Macbook col cavolo di foglio di testo bianco davanti (intitolato inutilmente “Piano di Fuga”) ed il suo tempestoso dibattito interiore si dipanava attorno a siffatti Centri Nevralgici di Intelligenza Superiore: magari-apro-Facebook-e-cambio-lo-stato-da-relazione-complicata-a-single, no-se-no-dopo-mi-fanno-domande-e-commenti, allora-lo-scrivo-sul-blog-che-è-anonimo, no-che-qualcuno-comunque-mi-conosce, allora-organizzo-un-viaggio, ma-se-poi-le-cose-si-sistemano?, eccetera eccetera. Laddove per “eccetera eccetera” si intendono considerazioni di elevato spessore spirituale concernenti il rimorchio tramite Meetic o similari, l’acquisto di un cane (COCKER! La scema!), il prenotare un trekking con Avventure nel Mondo (no comment) più altri miserevoli particolari di consistenza teenageriana (“sarebbe meglio che piangessi e mi sfogassi o ho già pianto abbastanza?” Ma non mi fate continuare, per carità).

Non si può, non si può. Se arrivi a 37 anni suonati con un matrimonio alle spalle, due anni di psicoterapia, ed il prodotto dei tuoi neuroni è questo, vuol dire che ti meriti o di andare al Grande Fratello, o che vada A Puttane la Relazione di cui al titolo del saggio che NON scriverai mai.

Pubblicato da: la Legionaria | 12 febbraio 2009

E’ uno di quei giorni…

 

“E’ uno di quei giorni che rivedo tutta la mia vita,

bilancio che non ho quadrato mai

Posso dire d’ogni cosa che ho fatto a modo mio

ma con che risultati non saprei

e non mi sono servite a niente esperienze e delusioni

e se ho promesso non lo faccio più

Ho sempre detto in ultimo ‘ho perso ancora ma

domani è un altro giorno, si vedrà'”

Pubblicato da: la Legionaria | 7 febbraio 2009

Cielo grigio su…

Fischia che giornate.

Sono almeno due settimane che ho ‘sta bronchite con afonia connessa. Non se ne va neanche con le bombe di antibiotico e clenil. Indi per cui, se non sono a casa a tossire, sono fuori a lavorare.

Adesso me ne sto in negozio dai miei a prestare assistenza tecnica e guardo piovere fuori dalle vetrine.

L’atmosfera (esteriore, interiore) è ESATTAMENTE quella di “California dreamin'”. Nella versione original dei Mamas  & the Papas, oppure nella cover nostrana dei Dik Dik, sono un po’ indecisa.

Soprattutto nella parte: “If I didn’t tell her I could live today…”

Laddove al pronove femminile “her” sento personalmente di sostituire il maschile “him”…

Pubblicato da: la Legionaria | 2 febbraio 2009

Harrison. George Harrison, cretinideficienti…

Chiedo venia per l’eloquio. E’ che ho appena visto che ANCHE stasera non c’è un beato corno di guardabile in TV, anzi, c’è il Grande Fratello, e ciò mi ha richiamato alla memoria un momento parecchio terrificante di qualche giorno fa. Blob faceva vedere alcuni fatti di questo famoso (meglio: FAMIGERATO) reality show.

Ai reclusi veniva dato un test di “cultura generale”.

Ora: io sono poi andata a vedere, sul sito del Corriere, i profili dei partecipanti; c’è gente che non ha la Terza Media, ma mi è sembrato di capire che un paio dovrebbero avere una cultura universitaria ed altri media-superiore.

E si vede che l’avranno lasciata a casa.

Perchè alla domanda “dite i nomi dei sette nani”, che cazzarola non mi sembra particolarmente proibitiva, mica gli si chiede il nome dei figli di Bach che ne aveva una ventina oltretutto, i personaggi di loro stessi sono andati in paranoia. Inventandone pure un paio tipo “emolo” e “nannolo”.

Per non parlare della domanda di dove sta Seattle, cioè in quale emisfero. Anche andando a spanne, sapendo che sta in America, e che l’America sta sopra l’equatore, uno fra quindici o quanti sono là dentro ci sarebbe dovuto arrivare, no?

Macchè.

Il massimo: “nomi e cognomi dei Beatles”. Lasciamo pure a parte il bresciano ignorante come una mucca (però saldamente aggrappato al ruolo di lettore) che leggeva qualcosa tipo “Blès”; degli altri, nessuno se li è ricordati tutti.

Si sono dimenticati George.

Ho capito che George è “quello difficile”; che John e Paul erano i leader e li conosciamo per via genetica, mentre Ringo lo si ricorda perchè fa lo scemo e per come suona la batteria, che sembra quella da cucina…

Ma George, poveretto…  Allora, facciamo così:

Echeccacchio.

Pubblicato da: la Legionaria | 20 gennaio 2009

Speaking words of…

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Niente.
Così.

E’ che oggi pioveva un sacco da queste parti e quando piove un sacco ed il grigiore rende tutto uniforme, grigio su, il cielo, grigio giù il cemento, sembra che anche il tuo umore lo assorba come una pianta l’umidità…

Avevo salvato tempo fa questa fotuccia carina. Verrebbe voglia di scriverci un racconto.

O di andarci a vivere.

Pubblicato da: la Legionaria | 18 gennaio 2009

Santificare le feste.

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Sennonchè stamattina sono andata a messa.

Saranno almeno quattro anni che ciò non succedeva (eccezion fatta per i funerali).

E’ che i figli stanno per fare la cresima e stamattina li “presentavano alla comunità”. Al che mi son detta “Forza, vecchia anticlericale, fatti coraggio. Mascherati da Cattolica Tiepida e partecipa ai riti sociali del tuo tempo!”

Detto fatto mi sono trovata nell’atmosfera da Vaticano Secondo della Messa dei ragazzi. Chitarre, catechisti motivati, canzoncine ad Emmanuel vagamente in stile Ricchi e Poveri (che sarà, che sarà, che saràààà…). Il culmine, musicalmente parlando, è stato l’Alleluia cosiddetto “delle lampadine” (cosiddetto dai miei figli: perchè si fa un accenno di Macarena nel quale “butti in aria le mani”… e sviti le lampadine).

Il prete scende dall’altare e si avvicina ai ragazzi, col microfono in mano e l’aria da brava persona. Parla della necessità di ascoltare Dio. Mi vien voglia di obiettare che il problema è SENTIRLO, in effetti. Che se no saremmo tutti un branco di cretini se lo sentissimo e non lo ascoltassimo.

Non lo sentiva più nemmeno Madre Teresa di Calcutta, come Piergiorgio Odifreddi “rivela” nei suoi libri, citando lettere e diari della suora.

E questa gente attorno a me? Anni fa l’avrei guardata con un filo di cattiveria.

Si vede che sono cambiata. Per fortuna. Mi sembra tutta brava gente, tutto sommato. Ipocrita (come me), legata alle apparenze (come me), un po’ vigliacca (come me). Però sono qui e quindi vuol dire che tengono ai loro figli/nipoti/cugini, che magari vorrebbero essere migliori e non ce la fanno (come me), che fanno un sacco di fatica e poi hanno qualche dubbio o paura che vanno a nascondere in qualche angolino dove prospererà (come me), eccetera eccetera.

(“Se tu penserai, se giudicherai da buon borghese/li condannerai a cinquemila anni più le spese/ma se capirai, se li cercherai fino in fondo/se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo”)

Pubblicato da: la Legionaria | 11 gennaio 2009

Verità elementari

Goethe

Ci hanno regalato (a me e a due compagni di avventura societaria) questo splendido quadretto.

Trovo che la citazione sia splendida, da non commentare per non “rovinarla”.

E’ sull’uso dell’aggettivo “elementare” che forse vale la pena di soffermarsi. Nel nostro linguaggio ordinario ha assunto un che di “negativo”. Lo si usa per designare il “Livello Zero” di ogni cosa, qualcosa di molto semplice e tutto sommato anche poco significativo.

Il mio dizionario etimologico Zanichelli (che adoro) mi ricorda però che elementare è ciò che “ha natura di elemento”, “che è fondamentale”.

 Da che se ne deduce che le cose FONDAMENTALI sono percepite come poco significative. Ergo, significa che stiamo ritenendo SIGNIFICATIVE le cazzate.

Pausa.

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Sono andata ad ammirare il tramonto di cui sopra.

Mi piacerebbe vivere ELEMENTARMENTE.

Pubblicato da: la Legionaria | 10 gennaio 2009

Ma sedendo e mirando, interminati spazi…

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In effetti, non l’ho raccontata tutta, su questa mia fuga.

Ho frequentato uno strano posto, in questo periodo. Mi ci hanno invitato e sono partita. Si tratta di Facebook.

Strano luogo, davvero. Non ho intenzione di schierarmi nè tra i fans nè fra i detrattori, mi è piaciuto attraversarlo per esplorarne le risorse e i limiti.

Ho avuto notizie di un sacco di ex alunni che non sentivo da anni.

Mi sono iscritta al gruppo di Quelli che vorrebbero colpire il gattino Virgola con una mazza da golf.

Ho fatto un sacco di quiz da cui è risultato che: se fossi un personaggio fantasy sarei un elfo, se fossi vissuta negli anni Sessanta sarei stata una hippy, il mio livello di conoscenza del mondo Apple è degno di Steve Jobs, se fossi un filosofo sarei Aristotele, se fossi un Beatles sarei John Lennon, ho un tipo di intelligenza emotivo-sociale, eccetera eccetera eccetera.

E poi sono tornata qui.

Sono tornata perchè, ragionando in termini di “mondi virtuali”, trovo che questo angolino di web sia un autentico spazio di riflessione, se non di meditazione. E’ un posto “silenzioso”. Paradossalmente, i posti “silenziosi” sono quelli dove hai più possibilità di vera comunicazione.

Facebook è un bar affollato all’ora dell’happy hour.

Questo angolino è un… fuoco acceso nell’oasi. I viandanti arrivano a sera, scambiano quattro chiacchiere, se ne stanno pensosi a riflettere sui fatti loro, fra volute di fumo delle pipe, sorseggiano un buon tè, e poi vanno.

Io amo questo posto.

Pubblicato da: la Legionaria | 6 gennaio 2009

Anno nuovo…

Vernazza, gennaio 2009

Vernazza, gennaio 2009

Marcel Proust: “Il vero viaggio di scoperta non sta nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi”.

Forse anche per questo sono appena tornata dalla mia Oasi di Sempre, le Cinque Terre.

Con nuovi occhi? Forse. Spero.

La pausa tecnica è finita. è ora di tornare.

Buon anno a tutti i viandanti.

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