Inserito da: la Legionaria | 26 Giugno 2008

Chiuso per ferie… mentali.

Bucolica.

Anche selvatica.

Mi succede periodicamente. Forse la mia vera natura si fa sentire, di quando in quando.

Fatto sta che in questo periodo di esami di maturità nonchè progetti vari, appena posso, monto sullo scooter e scappo al Buen Retiro. Sta a 28 km da Brescia. Ne devo percorrere almeno 18 per lasciarmi alle spalle tutti gli agglomerati urbani; prima le frazioni ed i paesi dell’hinterland, poi quelli di recente inurbamento.

Ad un certo punto viene il bello. All’imbocco di Bedizzole, una tangenziale ti porta fuori pista, in direzione Lago di Garda. Il bello consiste nel farsi deviare ma subito abbandonare il seducente nastro d’asfalto diretto alla costa, per tuffarsi in un angolo di campagna (l’ultima, mi sa) ancora intatto. Ed allora si abbandona la rampa e ci si trova su una anonima strada intercomunale che si snoda fra campi pettinati a filari di viti, distese di frumento ed orzo, pascoli e qualche appezzamento di granoturco.

Immaginatevi una curva. Morbida, appena accennata. Di quelle che puoi piegare la testa guardando a lato, perchè la visuale ti permette di utilizzare con tranquillità la visione periferica. E’ il mio punto preferito: lo scooter si inclina appena e va, ed io piego la testa a sinistra e mando lo sguardo a scivolare sul frumento biondo, finalmente pronto per la mietitura, fino ai filari di alberi sul fondo.

… e il naufragar m’è dolce in questo mare…

(colonna sonora opportunamente diffusa dall’Ipod: “Le onde”, di Ludovico Einaudi)

 


Risposte

  1. prova a correre più veloce che puoi in un campo di grano. Ti sembra di tornar indietro 100 anni


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