L’altro giorno volevo scrivere. Davvero.
Mi son messa qua davanti alla pagina “scrivi articolo” e tàc, è partita la paranoia dell’immagine evocativa.
Evocativa di che? Dipende da quello che si scrive. Appunto.
Niente, Il Nulla. Oh: non che non avessi nulla da comunicare e/o esprimere. Penso all’amico vitadaprof e mi viene rabbia: come mi piacerebbe possedere quella sua lieve attenzione al Quotidiano, che è poi l’unica grande, inestimata miniera a nostra disposizione… Macchè. In questa benedetta “miniera” mi immergo tutti i giorni ma la sensazione è di esserne travolta oppure di tornarne sovraccarica. Così tanto che non mi esce niente.
Adesso però ho capito e so cosa devo fare. Devo fuggire, e “svuotarmi”.
E così nel week end ho preso lo scooter e l’ipod nuovo e sono scheggiata sul Lago di Garda. Ho preso Zara, la “bambina” di mio fratello:
e via che siamo partite, per i campi e le colline. Il grano: verde che tende già alle tinte calde. Da passarci sopra la mano come il Gladiatore. I papaveri: sgargianti e setosi. I declivi, morbidi e cangianti, lungo i quali lo sguardo rotola felice fino all’orizzonte…
Sono tornata che mi sentivo ubriaca di aria, di silenzio, di leggerezza. Mi sembrava che mi stesse volando via la testa.
E adesso eccomi qua. Quante cose devo ancora imparare. E che bello sarà poterlo fare.
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