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Ebbene si: ho dichiarato guerra al mio router ed ho perso. Da due giorni non riesco più manco a vederlo, figuriamoci accedere a Internet.
Scrivo queste mie memorie (che potrebbero essere le ultime) dall’Orrido Olidata di scuola. Titolo della riflessione: “Bisogna saper perdere”… E non intendo parlare tanto della debacle informatica, quanto della Mia Prima Volta in quinta A.
Sono sette anni che lavoro in un professionale per l’industria e l’artigianato. Sette. Italiano e storia. Ai valtrumplini. Dialetti impossibili, consonanti aspirate, ruvidezze e ostinazioni. In un paese della zona la Lega Nord ha preso il 75%, non so se mi spiego.
Sette anni, tante crisi superate, tante difficoltà, incazzature, eccetera. Ma mai capitata la cosa seguente: di entrare in classe, la mia quinta sfigata guastata da un pugno di primedonne e signorini smidollati con l’aziendina di papà, e cedere di colpo.
Ero lì col libro aperto su Montale, stavo interrogandomi su come pigliarlo e “comunicarlo” alla classe, quando di colpo è stato il crac. In quel mare di tiepida indifferenza in cui tutti erano occupati a farsi i fatti loro incuranti della sottoscritta, è bastato che il Signorino Smidollato si svegliasse dal suo sonnellino imprecando contro ignoti che gli avevano sottratto il cellulare, per farmi dire “no, è troppo, non ce la faccio”. Sono uscita dalla classe sbattendo la porta e non ci sono più tornata.
Ora: il quadretto sopra descritto è la normalità, dalle mie parti. Tu entri, strepiti, rimbrotti, attiri l’attenzione con sortite di ogni tipo e ti conquisti un briciolo di attenzione. Non so davvero cosa mi sia successo. Sarà che era lunedì, che pioveva, che Montale mi sembrava a distanze siderali… bè, è stata Bandiera Bianca.
Anche i Legionari piangono.
(il che, penso, non è poi male. Vuol dire che non sono poi realizzata in quella lega di Titanio che pensavo…)
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