Sarà la bella giornata di sole (finalmente!).
Sarà che ieri ho concluso uno splendido laboratorio di documentarismo scientifico con i ragazzi di Biotecnologie e ne sono uscita galvanizzata (che bel potenziale, e belle teste pensanti!)
Sarà che fra poco inforco la bici per una gitarella con amici.
Sarà, credo, l’innocuo meme sulle sei cose che mi piace fare: le ho scritte di getto, poi sono adata a leggere che ne hanno fatto i bloggers nominati, ed è lì che ho scoperto una miniera. Sei cose che mi piace fare?! Ma sono molte, molte di più. Tante perle piccole e grandi che ornano la vita di tutti i giorni e che, spesso e volentieri, si finisce per non notare o non ammirare a sufficienza. C’è un po’ il rischio di apparire retorici, a citare l’odore del pane appena fatto (sono autarchica: ho la macchina per il pane, faccio da me) o il camminare scalzi sulla sabbia calda. O, come ieri, render merito ad uno splendido prosecco condiviso con studenti speciali, sapendo che l’essere “speciali” si doveva al fatto di essere riusciti a condividere davvero qualcosa.
Non sono forse questi i miracoli? L’aprire gli occhi e condividere questo stupore con qualcuno? Che sia un formaggio stagionato esaltato da una salsa di fichi, oppure la constatazione che “niente è come sembra” (il leit-motiv del laboratorio video di ieri…), fa lo stesso.
L’essere qui, ed ora. Con qualche fratello di ventura.
Pubblicato in Vita (no esistenza), osservare




