Alcuni dati di evidenza:
- Evidentemente in Vaticano (simpatico stato estero che confina interamente con l’Italia: 0,44 kmq di estensione; forma di governo: monarchia assoluta) le antenne e i ripetitori funzionano solo in uscita, cioè per emettere onde elettromagnetiche sui cittadini romani in barba ai limiti di legge (italiana), e non anche in ingresso, consentendo al Monarca Assoluto di guardare il telegiornale. Il poveretto riceve soltanto informazioni tramite cattolici romani che gli telefonano da alcune parti del pianeta.
- Evidentemente le dichiarazioni del “collega” democratico e perseguitato del Monarca Assoluto, il Dalai Lama, non sono degne di fede per le orecchie vaticane, per cui quando egli parla di “genocidio culturale” ai danni del popolo tibetano (usando un tenero eufemismo), non è da prendere in considerazione.
- Evidentemente l’evidenza della violenza è tale soltanto per chi decide il Santo Padre. I Caldei dell’Iraq si, i tibetani no.
- Evidentemente questa storia l’abbiamo già sentita. Che so, Edith Stein, gli ebrei nei lager…



Ma certo che si usano due pesi e due misure. Basti pensare che il massimo segno riferito alla situazione tibetana è stato il far leggere una delle letture… in cinese; un pò pochino forse.
Ma in fondo questo mutismo vaticano davanti al genocidio è solo un ulterore esempio delle centinaia di “calamenti di braghe” internazionali (per usare un termine tecnico). Fan tutti la voce grossa con gli staterelli, ma per paura di repressioni economiche si permette alla cina qualsiasi cosa. Basti pensare che hanno costretto tutte le delegazioni invitate alle prossime olimpiadi a firmare un documento in cui gli atleti si impegnano a non fare alcun tipo di dichiarazione relativa alla “politica interna” cinese. Ed ora gli Usa li han persino tolti dalla lista di stati che compiono violazioni dei diritti umani… uno schifo.
Da: Regolo su 18 Marzo 2008
alle 07:31