
A proposito di parole consunte e abusate: “pace”.
Non so se avete presente a che cosa è ormai ridotta questa disgraziata paroletta. Essenzialmente ad essere l’opposto di “guerra”. Oh che tristezza, che tristezza. Solo a Natale ci si ricorda di come, in effetti, forse possa significare anche qualcos’altro. Sì, ma cosa?
A pensarci bene, paradossalmente mi sembra che “pace” sia l’unca cosa per cui valga la pena di combattere, metaforicamente parlando. E temo che, al contrario, solo pochi scelgano questa Via: “forestiero che vai/cercando la pace al crepuscolo/la troverai, la troverai/alla fine della strada…”
E’ più la gente che sceglie di non combattere proprio in nome di una presunta”pace” e/o tranquillità che sa piuttosto di morte. Il rintanarsi in casa al grido di “non sono affari miei, non mi riguarda”. E’ pace, quella? Manco per sogno: è solamente il chiudere gli occhi per non vedere il conflitto.
Piuttosto, preferisco quel barlume di simil-”pace” che si assapora proprio ai margini di questo Campo di Battaglia che è la Vita, quando, stanchi morti, ci si ritira per riprendere forza. Non è ancora pace, d’accordo, ma è qualcosa di onesto e meritato.
Vediamo se riuscirò a meritarmi questo Natale.



Con questo post, te lo sei già meritato.
Da: Gianluca su 15 Dicembre 2007
alle 17:48
Sono dello stesso parere di Gianluca…ciao giò
Da: nana53 su 16 Dicembre 2007
alle 07:39
Mò grazie…
sono commossa! Sniff!
Da: la Legionaria su 17 Dicembre 2007
alle 17:14