
Leggo sul corriere che l’attuale Monarca Assoluto dello Stato Estero che confina interamente con l’Italia (il Vaticano), ha scagliato accuse pesanti contro L’Onu, colpevole essere “dominata da relativismo morale”, da cui deriva una minor difesa della “dignità dell’uomo”.
Va bene.
Giusto.
No, no, niente polemiche, per carità. Lasciamo perdere Einstein ed il fatto che, su questo pianetino traballante ed ultimamente poco respirabile, TUTTO sia RELATIVO (e chi è Einstein, dopotutto? Un ebreuccio, ecco chi era).
Ricorriamo invece alla saggezza cinese, che evidentemente Re Ratzinger apprezza dato che NON INCONTRERA’ IL DALAI LAMA in visita in Italia (mentre ha curiosamente incontrato recentemente l’Emiro Arabo considerato una guida dell’Islam), con un aforisma appartenente alla grande cultura zen: “solo un saggio può riconoscere un saggio“.
E’ chiaro che il Capo di Stato Vaticano di relativismo morale s’intende forte e quindi ne è esperto, dato che dovrebbe rappresentare una chiesa poverella (secondo i dettami di Cristo, mica secondo i miei) ed invece gestisce un patrimonio mobiliare di 6 miliardi di euro (il solo Ior), con proprietà immobiliari mai censite dopo il primo concordato mussoliniano, ma che secondo stime attendibili si aggirano attorno al 22% dell’intero patrimonio nazionale. Senza contare il miliardo di euro all’anno che arriva dall’8 per mille più altrettanti che lo Stato cede per varie voci di capitolo, da restauri ad iniziative varie. Questo un link interessante.
Insomma, fa davvero piacere avere a che fare con persone competenti che sanno il fatto loro. Dopo tanta improvvisazione, finalmente un professionista.
Evvai, Ratzy.



Nonono.
Ricordatelo bene, che il papa non è relativo: è assoluto!
Un assoluto stronzo
Un assoluto strozzino
Un assoluto pezzo di M
Un assoluto essere volgare
Un assoluto artefice del “bisogna seguire le leggi della natura”, ma che non finisce la frase (“che abbiamo scritto noi, eccheccazzo!” parte censurata)
Un assoluto bifolco
Un assoluto ignorante
cosa c’è di relativo in tutto ciò?
E non parlarmi del fatto dell’ignorante, perché la teologia non è una materia culturale, in quanto possiamo essere tutti teologi, basta inventarsi una religione del cavolo per uno e poi voglio vedere chi può dirti che sbagli.
L’hai inventata tu, cavolo, come poi sbagliarti?
Da: longious su 2 Dicembre 2007
alle 14:29
E sul patrimonio da te elencato so che non paga l’ICI come noi mortali! E sul Dalai Lama so che neanche Bertinotti lo incontrerà! Che ci sia lo zampino del Papa? Mah…Grazie per la visita al mio blog e per avermi linkato. Un arrivederci a presto. Giò
Da: farfallaleggera su 2 Dicembre 2007
alle 17:01
Mondo relativista e Chiesa consequenzialista bisognerebbe dire…
L’etica predicata non è mai coincidente con quella praticata, è agli occhi di tutti…
Da: Nando Scafroglia su 14 Dicembre 2007
alle 16:33
Ma se non sapete neanche cosa sia relativo, cosa sia etico, tacete. In relazione con una verita, o con il concetto legittimo di preservare qualcosa che s è sempre reputato vero. La costituzione italiana non è forse relativa? La democrazia non lo è? Come legittiamo la nostra posizione nei confronti di brigatisti o mafiosi per cui questo è uno stato illegale?
Il relativismo non può essere assunto a concetto teorico poichè inverificato: tutto è relativo, si dice, ma non è talmente ovvio nella pratica. L’uomo, l’ego, non ha un pensiero relativo ma assoluto. L’autodeterminazione per esempio è un concetto che non ha nulla di relativo. Ed esprime una bella idea di violenza devo dire, nel bene e nel male. E la ditattura del relativismo sta a significare semplicemente l’esercizio coercitivo che adotta il potere per determinare ciò che è relativo e ciò che non lo è: esso utilizza i soldi, la propaganda (media), non i fatti, le cose, la natura. Non la sapienza educativa ma l’informazione subliminare. Questo vuol dire, razza d’idioti!
Da: Gerry su 30 Maggio 2009
alle 20:43
E l’autodeterminazione non sarebbe a sua volta intrisa di relativismo, almeno se si pensa al fatto che è un qualcosa di manifestato da una persona o un gruppo di persone grande quanto si voglia? Una qualsiasi verità non ha forse una natura perlomeno duale, se si pensa a una verità in quanto tale, determinata dai fatti, e la verità percepita, ma comunque creduta per effettiva dauna persona o un gruppo di persone grande quanto si vuole?
Un qualunque concetto sottoposto ad interpretazione è vittima di relativismo. Ogni volta che si cerca di descrivere un qualcosa tramite una sintesi si ricade nel relativismo. Dove sono le verità assolute? Non le vedo, dimmi come vederle, caro filosofo. Da Protagora a Wittgenstein non posso che trovarmi d’accordo su quanto le verità assolute siano solo interpretazioni in realtà. Basta cambiare cultura e puff… cambiano.
E’ seccante tornare dopo due anni su queste cose a rispondere uno che neppure si rende tracciabile e si nasconde dietro un nick. Giusto per non fare la mummia, ho risposto. Almeno chiarisci con chi ce l’hai nella definizione di “razza di idiota”, proverò a dimostrarti il contrario. In tempi di relativismo è estremamente facile.
Da: Nando Scafroglia su 26 Luglio 2009
alle 20:44