
Sennonchè l’altro giorno decido di guardare un po’ le statistiche di questo blog. E scopro che la voce più cliccata in google per arrivar qui non è, come pensavo, “legione straniera” (che si classifica seconda, guarda te), bensì LOVE.
Il fatto è che, in un post di qualche tempo fa , dal sornione titolo “All you need is”, io ho utilizzato una foto un po’ ruffiana: raffigura un “love” scritto sulla sabbia mentre arriva l’onda di risacca che lo cancellerà, con le considerazioni in stile “carpe diem” che ne conseguono.
Ringrazio quella foto per i Legionari che tutti i giorni giungono qui perchè alla ricerca di immagini grandi con la parola chiave “love”, appunto. E grata del successo di pubblico, provo a bissare “alla grande”: prometto una serie di post ispirati all’Amore. Onestamente però: non solo per il “cassetto” ma per “feel the groove”, oh yeah. Amore in salsa Hippy. Che è come dire “Peace ‘n’ love”, insomma, una delle mie categorie non da oggi, non solo blogghisticamente parlando ma, pensandoci bene, da sempre.
Io negli anni Sessanta modestamente ci nacqui, precisamente nel 1967, e quella sciagurata di mia madre, amica di fotografi di una certa maestria e fricchettoni artistici vari, mi tirò su a latte e Dik Dik, Equipe 84, Procol Harum e compagnia bella. Avevo sette anni e la febbre, e non potendo leggere (”perchè ti viene mal di testa”) , me ne stavo nel lettino a fissare i poster dei suoi amici fotografi, che stavano in camera mia al posto dei Winnie Pooh o dei Bambi che sarebbe stato normale trovarci. E i poster erano gigantografie in bianco e nero dell’Isola di Wight con hippies seduti i circolo a suonare la chitarra e (presumo col senno di poi) a fumarsi cannoni epici, o intenti a girare in mercatini, eccetera. Ricordo ancora le didascalie, da tante volte che le ho lette semplicemente per il suono che facevano: “A Wight non c’eravamo, ed aspettavamo, col sacco e le parole spese, in giro a cercare un’occasione di viaggio”. Guardavo e mi cantavano, i due disgraziati dei miei genitori, “sai cos’è l’isola di Wight/è per noi l’isola di chi/ha negli occhi il blu della gioventù/ di chi ama hippy… “
Per forza che sono cresciuta così. Al posto dei Duran Duran ascoltavo i Beatles, Gino Paoli e Bruno Lauzi. A Venditti contrapponevo Conte. Jannacci e Gaber. Poi ho incontrato Battiato e si è scatenata una reazione alchemica che mi ha trasformato nello strano essere che sono. E tutto questo è davvero pieno d’amore.
(A proposito: se non avete mai sentito “L’isola di Wight”, su Youtube ho trovato l’originale francese, di un tal Michel Delpech:


