
Ah! L’enooooorme differenza che corre tra “sapere” e “conoscere”… Ne ho avuta l’ennesima riprova nella mia settimanina sul Mar Rosso.
Lo sanno anche gli affetti da Morbo di Alzheimer che sul Mar Rosso ci si va perchè c’è la barriera corallina E DUNQUE i pesci della suddetta.
Lo sapevo anch’io che infatti avevo scelto tale destinazione a tal proposito. Mi sono immaginata i bimbi a mollo in mezzo ai pesci colorati e mi è piaciuta l’idea.
Ma, appunto, un conto è “sapere”, un altro è averne la conoscenza diretta.
La conoscenza diretta è stata che arriviamo in spiaggia con maschere varie, entriamo in acqua perplessi e ci viene un colpo. Occazzo, qua sotto è pieno di pesci da acquario. Ma allora è vero. No, ci sarà qua attorno qualcuno della pro loco… non è naturale…
Avanziamo nella laguna in due spanne d’acqua inseguendo pesci esattamente uguali a questi qua sopra e a un certo punto ci piglia un colpo. Eravamo arrivati sulla barriera. Uno strapiombo di coralli e piante e miriadi di forme animali e vegetali di colori brillantissimi e chiassosi a perdita d’occhio nel bludipintodiblu. Ho dovuto tornare indietro per lo choc. Per raccapezzarmi. Per capire com’è che non fossi minimamente preparata a una bellezza così indicibile.
Poi ho piantato lì le menate e da allora è stato un continuo dentro (il mare) e sotto (la paglia dell’ombrellone).
Che conforto. Che conforto quando ogni tanto la Vita da’ una spallata al nostro Sapere e irrompe con la sua potenza. Che bello sentirsi cretini perchè non ci sono le parole per definire tale meraviglia (”sembra un acquario”, ma pensa te…). Che cosa splendida sentirsi grati ospiti di un Mondo cui non apparteniamo e che accetta di rivelarsi a noi.



