
Sennonchè fra poche ore compio 40 anni.
Così. Trac.
Fino a tutt’oggi la cosa non mi faceva granchè effetto, ma adesso che son le sei e mezzo de la tarde e dovrei cominciare ad agghindarmi per la Due Giorni di festeggiamenti, mi è strisciata addosso una certa qual apprensione.
Oddiohoquarantanni. Sarebbeoradimetterelatestaapostoaltrocheblogecazzeggi. Segue la Classica Domanda: che cosa ho concluso nei miei primi quarant’anni?
Risposta: mah, niente, mi pare. Ho ancora tutto per aria, e per fortuna. Work in progress. Ah no, in effetti, una cosa ho concluso, un matrimonio
(ora: lo so che suona cinico, ma quelle dello Speech “Vi voglio dare un consiglio” di Sgalambro-Battiato sono parole sante… “Forse vi sposerete, forse no. Ma se non vi sposerete non potete divorziare: pensateci!”)
Insomma ho quarant’anni e sono qua in shorts appollaiata sulla mia stokke anticervicale a pestare sulla tastiera Pensieri e Parole e Emozioni, tanto per essere un tantinello battistiane. Compio quarant’anni e come mi difendo da tutta ’sta vita che ho davanti e che fa così tanto paura, paura, paura?
Il Re del Mondo non è il denaro, è la Paura. Il denaro è solo un mezzo, per fuggire (o essere catturati?) dalla Paura.
E io sono qui che compio quarant’anni e più ci penso, più vedo la mia situazione indifesa e palesemente attaccabile, più vedo le persone intorno a me, e più mi passa la paura, perchè mi sento proprio come Davide contro Golia, la sproporzione è tale che la posso solo girare in mio favore.
Vedo amici e conoscenti che stanno insieme per il “quieto vivere”, l’Inferno degli ignavi. Altri stanno assieme perchè hanno paura di stare da soli e così accettano di rassegnarsi a non vivere. Altri si adattano a svolgere un lavoro che detestano perchè nessuno gli ha mai insegnato che l’autorealizzazione (o la felicità, come vi pare), oltre che un diritto, è anche un dovere: se ci fosse in circolazione più gente tesa alla propria realizzazione personale, questo bassifondo dell’Universo che chiamiamo “Terra” emanerebbe delle vibrazioni decisamente migliori.
Insomma fra pochissimo compio quarant’anni e viaggio leggera. E in buona compagnia; non solo perchè le persone che oggi mi circondano sono meravigliose e voglio loro un mondo di bene, ma perchè, a quarant’anni, sto imparando una cosa pazzesca e fantastica: a piacermi. Ad essere mia alleata.
Ad essere me.
Pubblicato in Vita (no esistenza)



